Qual è il vino che preferisci? Qual è la tua regione enologica del cuore? Vuoi più bene alla mamma o al papà? Ecco tre esempi di domande senza risposta possibile. Sulle aree vitivinicole, poi, mi sento definitivamente uno zingaro: oggi qua, domani là.
La Toscana, per dire: le possibili declinazioni del sangiovese, uva-simbolo della regione, si dispiegano in un bel numero di variabili: dai Chianti (pure troppi, date le sottodenominazioni) al Nobile di Montepulciano, per citarne un paio; per tacere delle contaminazioni coi vitigni internazionali; il clone di sangiovese a Montalcino genera il Brunello ed il Rosso. E basta, mi fermo qui. Quanti ce ne sarebbero ancora: i rossi più morbidi e fruttati sulla costa maremmana, e le DOC non ancora modaiole. Una denominazione che mi sta facendo godere assai, ultimamente, la trovate uscendo da Montalcino, in direzione Grosseto. Qui entrate in un'area vitata spettacolosa, che merita da sola il viaggio: Montecucco. Il mio Montecucco di riferimento lo produce Basile. Il suo
Cartacanta 2007 è una delizia di frutta e serena complessità (un po' di affinamento lo aiuta a tirare fuori la stratificazione). Non ha muscoli ma ha classe, ed in azienda il 2008 ha un prezzo sorgente sui nove euri (se trovate ancora un po' di 2007, all'assalto). Esemplare.
In cauda venenum: stanno uscendo mille mila guide sui vini e Basile non mi pare abbia raccattato premi punteggi o medaglie da nessuna parte. Ma per fortuna ci sono i blogghe: Cartacanta 2007 raggiunge facile
83/100.
[Immagine: Consorziomontecucco.it]