Tappo malefico

di Fiorenzo Sartore | tutti gli articoli dell'autore

 
C'è un argomento che sta a cuore, qui su L'Unità, ed è l'uso (e l'abuso) del corpo delle donne per la comunicazione pubblicitaria. Mi è tornato in mente rivedendo questo filmato. Un rap abbastanza demenziale, inscenato da un sommelier americano (i sommelier da quelle parti sembrano un bel po' più avanti rispetto a certi pinguini italici - magari pure troppo). Manco fosse un 50 Cent qualsiasi, ha il suo contorno di pupe sculettanti. Non è un caso, credo, che il mio wine blogger americano di riferimento, Alder Yarrow, tempo fa abbia liquidato il fatto deplorando esattamente l'uso squalificante che, nel video, si fa della donna. Ma in sostanza, che diamine dice questo bel tipo?


Dice che bisogna usare il tappo di sughero, in quanto preferibile ai tappi metallici, a vite, o ai tappi in materiale plastico (polietilene). E il motivo è sbalorditivo: usare il sughero è più ecologico, perché produrre tappi artificiali inquina. Io ci resto malissimo: è una cosa pazzesca! (Beppe Grillo mode). Da quando sono usciti i temuti sistemi di chiusura artificiale, per il vino, si dice che questi avrebbero rappresentato anche un vantaggio di tipo ecologico, limitando l'uso del sughero (che è sempre meno) ai grandi vini. Questi, teoricamente, dovrebbero essere gli unici a beneficiare del sughero. I tappi a vite, o in plastica, si possono destinare a tutti gli altri vini. E adesso arriva questo, a sovvertirmi una delle poche certezze?

Proprio quando molti enofili si stanno finalmente abituando ai tappi artificiali (ma che fatica), il messaggio contenuto nella serenata rap è censurabile su vari piani: per esempio, non si capisce come lo sfruttamento di una risorsa naturale (il sughero) sia nello stesso tempo ecosostenibile, ed il messaggio abbastanza posticcio fatto di laghetti tersi e animali felici aumenta il sospetto. Ma quel che è peggio, è che il tappo di sughero non è una benedizione. In realtà i problemi che il sughero può generare in un vino (il malefico odore di tappo, per dirne uno) rappresentano una condanna senza appello. Mentre un qualsiasi tappo Stelvin è la salvezza. Se alla fine aggiungiamo l'ode "you got to sniff the cork" (devi annusare il tappo) la frittata è completa. Questo fetish dell'enofilo, lo snasamento del tappo dopo l'apertura (che serve a sapere in anticipo se il vino ha i difetti ceduti dal sughero) è esattamente il tipo di gesto per cui mezzo mondo ci ride dietro. Ma allora, tappo Stelvin tutta la vita.
21 September 2011