Ti pare che oggi non parliamo di brindisi?

di Fiorenzo Sartore | tutti gli articoli dell'autore
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La connessione tra bottiglia speciale ed evento felice non è, per fortuna, una roba da enofili impallati. E' un rito abbastanza comune. Alle solite farò finta che non serve spiegare per cosa si brinda: il motivo già lo sapete, è quello lì. Ma cosa si stappa? Ci sono un po' di possibilità. Dipende da come vi sentite.

1. Esagerati: Champagne. Voglio dire, ottima scelta, ma forse un po' eccessiva. Se proprio dovete, levate di mezzo quello Champagne farlocco da supermercato che tenete in frigo da due anni. A proposito, lo sapete che il vino non si tiene in frigo? Il freddo (sul lungo periodo) lo rovina. Se è uno champ industrialone posso sopportarlo. Ma se è una bollicina delicata e preziosa sul genere propriétaire récoltant (piccolo produttore) conservatela in cantina. E bevetela per il piacere di berla, non per fare il botto.

2. Autarchici: spumante italiano. Vi rivelo un fatto, tanto che siamo tra noi e non ci vede nessuno: spumante italiano non vuole dire niente. D'ora in poi fate anche voi come ogni enosaputello che si rispetti: reprimete chi usa il termine. Se pensate che con "spumante italiano" si identificano dall'Asti Spumante all'austero metodo classico affinato dieci anni, passando per lo spumantino che si vince al Luna park, avrete chiaro che le due parole non vanno bene a descrivere la massa multiforme delle bollicine italiche. Non più del termine "auto" per definire la Panda e la Ferrari.
Ciò premesso, io sono un noto proseccofilo, berrei Prosecco ogni mezz'ora.

3. Comunisti: un grande vino fermo, cioè senza bollicine. Questo è un gran bel modo alternativo (di sinistra) di brindare, perché fa immaginare una degustazione pacata, flemmatica, concettuosa. Una situazione nella quale si gira lentamente il vino nel bicchiere, concedendogli il tempo di ossigenarsi e svelare piano la trama aromatica. E mentre procedi nel rito hai il tempo di riflettere, si spera serenamente, sul come siamo finiti fin qui e cosa sarà di noi e tutte le altre belle cose trascendentali. Va bene quasi qualunque vino purché aged: Brunello Riserva, Amarone, Barolo Riserva. Va bene anche un biancone vinoverista e puzzone di quindici anni. De gustibus.

4. Vetero Comunisti: la bottiglia irripetibile. Questo è un brindisi abbastanza simile al precedente, quanto a ritualità. Ogni vino in teoria è irripetibile, ogni bottiglia è unica. Ma alcune lo sono di più. Io ho festeggiato così, con un rosso che mi ha regalato un amico produttore, la prima annata prodotta di un vino che mi piace. Una specie di numero zero ormai unico ed introvabile, un altro genere di brindisi che catalizza l'elucubrazione. Preferisco il brindisi pensoso anche perché (vi confesso) non sono del tutto sicurissimo che ci sia ragione d'essere allegri. Voglio dire, quello è andato, quell'altro arriva, ma adesso? Appunto, pensiamoci.
14 November 2011